Consiglio Pastorale Parrocchiale – riunione del 27 Gennaio

                     Ai membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale

Dall’Ufficio Pastorale della Diocesi, ci è stato inviato il Vademecum per il cammino Sinodale, strumento che abbiamo ricevuto e spero già letto.

Nel vademecum ci viene chiesto che: “ ogni parrocchia è necessario che convochi entro il mese di gennaio il CPP in cui presentare il cammino voluto dal Vescovo”.

Pertanto il Consiglio Pastorale Parrocchiale è convocato per
         Giovedì 27 gennaio ore 21

La riunione la terremo in chiesa, per avere un ambiente spazioso ed evitare tutto ciò che può favorire il contagio, vista la grave situazione epidemica di questi giorni.

Marotta 23.01.2022

   La Segreteria di Presidenza del CPP


CONSIGLIO PATORALE PARROCCHIALE
27 GENNAIO 2022 ORE 21
Vademecum per il Sinodo
Intervento introduttivo del Parroco

Vade – mecum significa = vieni con me, è un prontuario su un argomento da svolgere, cioè il Sinodo, che, come sappiamo bene, significa camminare insieme.

Questo prontuario l’abbiamo ricevuto e studiato perche’ è lo strumento da seguire in questo lavoro preparatorio al Sinodo. Dobbiamo cercare, in base alle nostre forze, di applicare quanto ci viene proposto.

Per camminare insieme (Sinodo) ci vien detto:  bisogna venire con me (vademecum). Chi ci fa questo invito, attraverso lo strumento sopradetto, è il Vescovo quindi ci fidiamo e ci mettiamo al lavoro, col Vescovo è la Chiesa quale Madre e Maestra che ci chiama  a raccolta.

L’ascolto è la parola, è l’atteggiamento, che ormai da anni ci viene richiamato come modalità basilare di relazione intraecclesiale e non solo, caratteristica indispensabile per il cammino e celebrazione del Sinodo,.

Anche il nostro vademecum è centrato tutto sull’ascolto a vari livelli.

Ascoltare, prima di tutto, è l’atteggiamento del credente, del popolo di Dio: “ascolta Israele”, “parla il tuo servo ti ascolta”. Quindi il vademecum ci invita nuovamente a camminare insieme ascoltando, ascoltandoci, a vivere questa caratteristica peculiare della comunità credente.

Ascoltare chi?

Prima Dio e poi i fratelli e le sorelle che con me condividono la fede.

E gli altri?

Ascoltiamo certamente gli altri perché viviamo con loro, nel mondo, e condividiamo nell’umanità gioie, dolori, fatiche e speranze, e con loro dobbiamo cercare di risolverle, per quanto è possibile, ben sapendo che “la nostra patria è nel cielo” e passiamo su questa terra con gli occhi sempre fissi sul Signore.

Ascoltare, prima di tutto, vuol dire fermarsi, vuol dire dare il tempo all’altro, non è solo dare le orecchie “ma poi il cuore è lontano” da colui che si ascolta. Dare tempo, quindi, è dare la tua persona che, per l’ascolto dell’altro, si ferma lasciando stare ogni altra cosa o interessi.

Fermarsi vuol dire “stare”, starci, il rischio è che ascoltiamo chiamando, invitando, invece dobbiamo, più che organizzare l’ascolto, stare in ascolto, cioè condividere la vita con gli altri, allora ci sarà facile poter ascoltare perché non si farà altro che vivere la vita coi suoi pregi e difetti, con le sue perle e il suo piombo, ma, se è la vita vissuta, sarà sempre interessante e interessata; l’ascolto vero non è un “passare”, ma uno “stare”.

Cristo, il Figlio di Dio, è interessato alla vita degli uomini tanto da farsi uomo, Egli “ha posto la sua tenda in mezzo a noi”, camminando con loro fino in fondo, fino alla morte e alla morte di croce, per questo la sua vita è interessante, e desiderata, ma sempre da scoprire. Perciò occorre prima di tutto stare con Lui, “quel giorno si fermarono presso di lui”, come si legge riguardo ai primi discepoli.

E’ Lui che ci invita poi ad andare con Lui, a camminare con Lui, e, di conseguenza, con gli altri fratelli e sorelle nella fede “venite con me vi farò pescatori di uomini”; stare con Gesù implica necessariamente  stare con gli altri, prima però devi saper stare “con quelli della tua gente”, per essere davvero per tutti luce e sale di quel mondo che ancora cerca salvezza, gioia, pace, fraternità, amore, cioè cerca Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, termine fisso del nostro Sinodare ed essere Sinodale.

Stampa articolo