Lettera ai parrocchiani in occasione delle Benedizioni Pasquali

Fratelli e sorelle in Cristo,
con questa lettera vogliamo manifestarvi la nostra vicinanza nelle varie situazioni dell’esistenza umana e la nostra premura per quanto riguarda la vita di fede.
Il prossimo 31 marzo celebreremo la Pasqua del Signore Gesù, Morto e Risorto per la nostra salvezza. Per tale grande Solennità occorre prepararci perché il dono della salvezza, che ci è stato fatto dal Signore, sia ben accolto e continui a portare in noi i suoi frutti di pace, di bene, di carità: la salvezza.
      La Quaresima che inizieremo il prossimo 14 febbraio con le Ceneri, è un periodo nel quale siamo chiamati ad allenarci, nel corpo e nello spirito, per essere “ben preparati”, come dice s. Paolo, a vivere il centro della nostra fede cristiana: la Pasqua, insieme a Gesù.
     Nel cammino quaresimale siamo invitati a vivere quelle pratiche, non formali, di lettura del Vangelo, penitenza, digiuno, carità, pratiche nelle quali ci impegniamo, alla luce del Signore, a modificare qualcosa della nostra vita non sempre perfettamente cristiana, secondo i comandamenti di Dio.
     Quaresima vuol dire anche, secondo la nostra tradizione, Benedizione delle famiglie.
E’ anche questo un momento che ci prepara alla celebrazione della Pasqua del Signore. Benedire è non solo dire bene ma è prepararci a ricevere ancora il Bene che è Dio: “non ho ne oro ne argento ma quello che ho te lo do” dice Pietro all’uomo che gli chiedeva la carità. Che cosa ha donato? Ha donato Gesù Cristo! La benedizione delle famiglie è donare il Signore perché, la realtà più importante delle società e della Chiesa, sia ricca non solo di beni materiali, ma di grazia di Dio. Attenzione però la benedizione non sostituisce i Sacramenti ma vi rimanda quale unica sorgente del Dono.
      La Confessione, che la Chiesa raccomanda di fare almeno a Pasqua, è importante prepararla con un buon esame di coscienza, insieme alle pratiche Quaresimali sopra ricordate.
     Cerchiamo anche, fratelli e sorelle, di riscoprire e rivivere anche quella fraternità quella comunione che è la caratteristica attraente del cristianesimo e si manifesta anche nella vita comunitaria e specialmente partecipando la domenica alla s. Messa. La vita di fede non è solo privata ma insieme, comunitaria, non ci deve pesare il venire in chiesa per celebrare e pregare con i fratelli e le sorelle, non possiamo accontentarci della televisione e magari uscire per altri servizi o necessità. La domenica è il giorno della famiglia dei figli/le di Dio e dunque ci si ritrova insieme per la Messa. Coraggio!

In attesa di incontrarvi vi salutiamo,
d. Enrico, d. Benito, d.Marco

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